Si è appena conclusa la settimana dell’alta moda parigina e ho sospirato per giorni di fronte ai capolavori della haute couture. La moda è anche sogno e mai come in questo caso, quando guardo le opere d’arte uscite con grazia dal talento degli stilisti unito al savoir faire delle migliori sarte, ricamatrici, modelliste, io mi commuovo per quello che può raccontare un abito.
Narrazioni su tessuti impalpabili, storie di bellezza e maestria, abiti che pochissime fortunate avranno il privilegio di indossare, ma che tutte noi possiamo incantarci a guardare. La grazia fiabesca e le cascate di tulle di Giambattista Valli, fantastico anche negli abiti corti da ragazzine in fiore.
La maestria e il dichiarato amore per il mediterraneo di Valentino, un’eleganza senza tempo ( guardate i cerchietti a forma di vipera che ricordano gli antichi greci). Tessuti lavorati così finemente da sembrare piume per Chanel.
Opulenza principesca da Elie Saab, da sempre uno dei più indossati sui red carpet.
Quel tocco sexy che solo lei riesce a dare agli abiti. Donatella Versace per Atelier Versace non rinuncia ad un taglio rock neanche sulle passerelle dell’alta moda. Ma attenzione ai dettagli: guardate bene i ricami del bustier.
Applausi a scena aperta per la limited edition di Alberta Ferretti, ispirata alla fascinosa Marchesa Luisa Casati e alle silhouettes degli anni venti. Non vedo l’ora di parlarvene ancora.
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